"ESERCIZIO IO SONO"

"La vita è reale solo quando io sono"

       (parte della Quinta Conferenza)
Per una giusta comprensione del significato di questo primo «esercizio di assistenza» bisogna capire prima di tutto che quando un uomo normale — un uomo cioè che possiede già il proprio «Me», la sua volontà e tutte le altre proprietà dell'uomo reale - pronuncia ad alta voce o dentro se stesso le parole «lo sono», produce sempre nel suo «plesso solare» una «risonanza», cioè una vibrazione, un sentimento o qualcosa di simile.
Questa «risonanza» può anche verificarsi in altre parti del corpo,ma a condizione che quando egli pronunci queste parole la sua attenzione sia intenzionalmente concentrata su di esse.
Un uomo comune, che non ha ancora acquisito i fattori necessari per questa risonanza naturale, ma che ne conosce l'esistenza e compie degli sforzi coscienti perché si formino in lui i veri fattori che fanno parte della presenza generale dell'uomo reale, se pronuncia spesso e correttamente queste parole, ancora vuote per lui di significato e immagina che questa «risonanza» si verifichi in lui, può alla lunga, dopo frequenti ripetizioni, conquistare «l'innesco teorico» per una possibilità di effettiva formazione in lui di questi fattori. 
All'inizio, colui che si esercita in questo deve, quando pronuncia le
parole «Io sono», immaginare che questa risonanza si produca già nel suo plesso solare.
A questo proposito bisogna notare che stranamente una concentrazione intenzionale di questa risonanza in una parte qualsiasi del corpo può far terminare qualsiasi disarmonia che si fosse prodotta in quella parte del corpo. Un uomo può, per esempio, sbarazzarsi del mal di testa concentrando la risonanza in quella zona della testa nella quale prova una sensazione dolorosa.
Al principio è necessario pronunciare le parole «Io sono» molto spesso e allo stesso tempo bisogna non dimenticarsi mai di cercare di sentire questa risonanza nel plesso solare.

Se non si sperimenta questa risonanza, anche solo 

nell'immaginazione, pronunciare ad alta voce o anche in se stessi le parole «Io sono» non rivestirà il minimo significato.

Pronunciarle senza questa risonanza avrà infatti il medesimo effetto del pensiero associativo automatico, un aumento cioè nella atmosfera del nostro pianeta di quello che determina in noi, tramite la percezione che ne abbiamo e la fusione con il nostro secondo cibo, un bisogno irresistibile di distruggere i diversi tempi della vita ordinaria, in qualche modo stabiliti nel corso dei secoli.
Questo secondo esercizio, come ho detto, è solo preparatorio; e sarà solo dopo che avrete imparato il «mestiere» sperimentando questo processo anche solo immaginandolo in voi stessi, che vi darò delle precisazioni complementari per ottenere da voi dei veri risultati.
Prima di tutto concentrate la maggior parte dell'attenzione sulle parole «Io sono»; la parte restante concentratela sul plesso solare — la risonanza si effettuerà poco a poco da se stessa.
All'inizio basterà solo ottenere, in qualche modo, il «gusto» di quegli
impulsi che non avete ancora dentro di voi e che per il momento potete solo designare con le parole «Io sono», «Io posso»,
«Io voglio».
«Io sono, io posso, io sono potere».
«Io sono, io voglio, io sono volere».
Per concludere le spiegazioni su questo «esercizio di assistenza»,
ripeterò ancora una volta, ma in altri termini, quello che ho già
detto.
Solo se «Io sono», «Io posso». Se «Io posso», allora merito ed ho il
diritto obiettivo di «volere».
Senza la facoltà di «potere» non c'è nessuna possibilità di avere
alcunché — e neppure il diritto di averlo.
Prima di tutto dobbiamo considerare queste espressioni come designazioni esteriori degli impulsi, per arrivare alla fine agli impulsi stessi.
Se voi avete provato già molte volte, anche solo la sensazione di
quello che ho chiamato il «gusto» di questi impulsi sacri per l'uomo,
avrete avuto molta fortuna, perché allora sentirete come una realtà la possibilità di conquistare un giorno nella vostra presenza i fattori
necessari a provocare questi impulsi reali e divini che sono propri
solo dell'uomo.